Valorizzare ogni ambiente con i faretti da incasso

Tra le possibilità oggi più ricercate e apprezzate da coloro i quali si occupano di interior design, vi è certamente la possibilità di installare dei faretti da incasso nel controsoffitto. Questa soluzione è in grado di apportare immediatamente un importante contributo in termini di eleganza e ricercatezza, e può essere apportata sia in corridoio che nell’ingresso, così come nel living, nel disimpegno e all’interno della cabina armadio, nonché in cucina. Ovunque ci siano quindi soffitti ribassati è possibile andare ad apportare tale geniale soluzione: è sufficiente per questo scegliere i faretti giusti per quel che riguarda la loro tipologia, il numero esatto di faretti da installare e la posizione che gli stessi devono assumere al fine di creare l’atmosfera desiderata o l’illuminazione ideale, anche in relazione alla tipologia di ambiente nel quale si decide di installarli, valorizzando al meglio arredi e spazi a disposizione.

Su lucefaidate.it trovi tantissimi modelli di faretti da incasso tra i quali puoi sicuramente individuare quelli che pensi possano adattarsi meglio all’utilizzo che intendi farne, scegliendo tra differenti forme, colori e materiali. Facili da installare e da mettere in funzione, questi ottimi faretti possono anche essere tinteggiati a piacimento così da “nascondersi” perfettamente assumendo lo stesso colore della parete. È una soluzione oggi sempre più adottata e perfettamente in grado di conferire ad ogni ambiente tutto quel livello di comfort e benessere auspicato grazie ad una corretta illuminazione, la quale riveste un ruolo di fondamentale importanza in quanto davvero influente sia a livello di percezione che emotivo. Ecco il motivo per il quale sono tantissimi gli interior designer che decidono di proporre questa soluzione ai propri clienti, concretamente in grado di cambiare volto ad una stanza o a un intero appartamento grazie al notevole contributo in termini di rilassatezza ed atmosfera che è in grado di apportare.

Spese per la scuola: con le soluzioni digitali si evita il salasso

Finite le vacanze, concluse le spese per spiaggia, divertimenti, gite e gelati, la gran parte delle famiglie italiane torna a casa e deve fare i conti con un altro investimento: le dotazioni scolastiche dei ragazzi. Un grande impegno economico da affrontare, che coincide con l’inizio delle lezioni, fra rette e iscrizioni, libri di testo e quaderni, zaini e diari, ma anche penne, cancelleria varia e tutto il materiale (tanto) necessario per affrontare nel modo migliore l’anno sui banchi.

Dalla tecnologia vantaggi per non “svenarsi”

Fortunatamente, ci sono diverse soluzioni – quasi tutte frutto delle moderne tecnologie digitali – per evitare il salasso tutto di un colpo. Le famiglie italiane, invece di sborsare subito tra i 500 e i mille euro, possono affrontare i pagamenti con maggior tranquillità. Ad esempio con le nuove funzionalità delle carte di credito e l’easy payments: con questi strumenti, ricorda l’agenzia Adnkronos, è possibile scegliere quando pagare, in tutta sicurezza, i propri acquisti. Soprattutto è molto interessante l’opportunità di decidere, per gli acquisti superiori ai 250 euro, se pagare tutto l’importo subito oppure dilazionandolo in rate.

Sistemi digitali ad hoc per la scuola

Si tratta, questa, di una modalità che permette di concludere acquisti come quelli scolastici, pianificati da tempo, ma con molta più tranquillità, rateizzandoli. Inoltre è possibile perfezionare gli acquisti utilizzando pc, tablet, cellulare o lo smart watch, decidendo in autonomia e in sicurezza in quante rate saldare i propri acquisti (ovviamente anche in base al plafond della propria carta di credito). Con un’app, quindi, diventa facile e flessibile gestire il proprio budget familiare, nonostante gli incrementi delle spese scolastiche, e anche universitarie, degli ultimi anni.

Opportunità offerta da tutti i maggiori circuiti

Tutti i principali circuiti internazionali propongono oggi carte di credito con queste e altre funzionalità, comunque pensate per la gestione e l’organizzazione delle spese familiari. Comprese, ovviamente, tutte quelle riferite alla scuola o all’università.

Occhio a…

Anche se i vantaggi sono sicuramente molti, quando si scelgono queste soluzioni bisogna comunque fare attenzione a diversi fattori. Come, ad esempio, i tassi di interesse e le condizioni di vendita del finanziamento: per essere tranquilli, basta consultare i contratti messi a disposizione anche su app  dai principali circuiti di carte di credito. Tra le voci da verificare c’è anche quella relativa alle condizioni del passaggio dalla rata a saldo alla rata revolving. Con qualche accortezza, però, i pagamenti digitali consentono di organizzare al meglio le spese scolastiche e universitarie, senza gravare troppo sui budget familiari.

Lavoro nero, in Italia un esercito di 1,5 milioni di persone

Sono più di un milione e mezzo i lavoratori in nero in Italia. Il dato è il frutto di una stima della Fondazione studi dei consulenti del lavoro che ha rielaborato i dati 2017 – primo anno di attività dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro – relativi al lavoro sommerso. Questo esercito “in nero” sottrae alla casse delle Stato circa 20 miliardi di euro ogni anno. Eppure in Italia operano nel settore privato circa 5,7 milioni di aziende, incluse quelle del settore agricolo.

La metodologia dell’indagine

Per arrivare a questi numeri, sono stati rielaborati i dati relativi al 2017 delle aziende. Il numero di aziende con qualche forma di irregolarità, spiegano i consulenti all’AdnKrons, dovrebbe attestarsi attorno a circa 3,7 milioni. Riferendosi al lavoro sommerso, le ispezioni svolte hanno fatto emergere nel 2017 48.073 lavoratori in nero a fronte di 160.347 aziende ispezionate, ossia un lavoratore in nero per ogni tre aziende ispezionate. Spiegano ancora gli esperti che “a questo dato è stato applicato un correttivo prudenziale riferito ad uno stock di aziende nelle quali per le loro caratteristiche e settore di appartenenza è ridotto (se non addirittura eliminato) il rischio di utilizzo del lavoro sommerso. Sulla base di queste informazioni, è possibile presuntivamente stimare che i lavoratori ‘in nero’ in Italia sul totale delle aziende attive, nel 2017 è di 1 milione e 538 mila unità”.

Un numero in riduzione

Anche se i dati appaiono sempre alti, il numero dei lavoratori sommersi è però in riduzione di circa 200.000 unità. Questo grazie anche agli interventi mirati della vigilanza dell’Ispettorato, che ha potuto applicare il nuovo regime sanzionatorio sul caporalato. Però non si può abbassare la guardia, dato che ogni tre aziende ispezionate si rileva un lavoratore ‘in nero’ (il tasso è 2,9). Un fenomeno che produce un’evasione fiscale annua valutabile in 20 miliardi di euro. I consulenti del lavoro spiegano che “in media, ogni anno un dipendente lavora mediamente per 245 giornate di lavoro retribuite (fonte: Inps banche dati statistiche, anno 2016 dato più recente) e la retribuzione media giornaliera stimata è pari a 84,53 euro al netto di trattamenti retributivi variabili (fonte: Fondazione Studi Consulenti del Lavoro su dati Inps 2016)”. Partendo da questi numeri, i consulenti prefigurano una “retribuzione annua corrisposta ai lavoratori sommersi e non assoggetta a oneri pari a 31,8 miliardi di euro. E con questi un mancato gettito previdenziale di 11,1 miliardi di euro, un mancato gettito fiscale (Irpef + add. Reg. e com.) pari a 8,1 miliardi e un mancato gettito Inail di 0,86 miliardi, arrivando a circa 20 miliardi ‘evasi'”.