Il supercomputer del futuro abiterà in Italia. Bologna selezionata per ospitarlo

Un supercomputer europeo del futuro, capace di una potenza di calcolo da mille miliardi di operazioni al secondo. E uno degli otto paesi selezionati per ospitarlo è l’Italia. In particolare, nella città di Bologna, individuata come “casa” italiana del supercomputer dal Comitato europeo sul calcolo ad alte prestazioni (EuroHPC). L’Italia aveva presentato la sua candidatura lo scorso 21 gennaio, grazie a un consorzio congiunto con la Slovenia nell’ambito di un progetto guidato dal Consorzio Interuniversitario Cineca, con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) e la Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (Sissa) di Trieste. La nomina dell’Italia è avvenuta nell’ultima riunione dell’organo voluto dalla Commissione europea per promuovere lo sviluppo di una rete di supercomputer, il comitato dell’EuroHPC JU (European High Performance Computing Joint Undertaking).

Un Tecnopolo dedicato al supercalcolo

Uno degli otto supercomputer europei verrà costruito nel Tecnopolo che sta sorgendo presso l’ex Manifattura Tabacchi del capoluogo emiliano, accanto al Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (Ecmwf). In questo modo l’Emilia-Romagna, dove si concentra il 70% della capacita di calcolo e di storage nazionale, passa dalla 19a alla 5a posizione nella classifica mondiale dei centri di calcolo, riferisce LaVoce.

Gli altri sette supercomputer “alloggeranno” a Sofia (Bulgaria), Ostrava (Repubblica Ceca), Kajaani (Finlandia), Bissen (Lussemburgo), Minho (Portogallo), Maribor (Slovenia), e Barcellona (Spagna).

Un progetto da 840 milioni di euro di finanziamento

Finanziato con 840 milioni di euro, il progetto sarà operativo nel 2021 e prevede la creazione di una rete di supercomputer con elevatissime capacità di calcolo, di classe pre-esascala, in grado cioè di raggiungere la potenza di calcolo di un miliardo di miliardi di operazioni al secondo. In pratica, una cifra da 18 zeri, riferisce una notizia Ansa. Questi computer di ultima generazione troveranno molteplici applicazioni, dallo studio del funzionamento del cervello a quello dell’evoluzione dell’universo, dalla progettazione di nuovi farmaci alla lotta ai cambiamenti climatici.

Sfruttare le potenzialità offerte dai big data e dall’intelligenza artificiale

“L’assegnazione è motivo di orgoglio per il nostro Paese. Si tratta di un’iniziativa strategica, volano di crescita e innovazione – commenta il ministero per l’Istruzione, l’Università e la Ricerca, Marco Bussetti -. Questo risultato è il frutto di un importante lavoro di squadra. Un’iniziativa in cui ho fortemente creduto sin dal mio insediamento al Ministero, destinandovi risorse specifiche, pari a 120 milioni di euro – aggiunge il ministro -. Si tratta di un progetto che riconosce la leadership del nostro Paese in questo settore e che ci permetterà di sfruttare appieno le potenzialità offerte dai big data e dall’intelligenza artificiale”.