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Codici Sconto Amazon: acquista sul più grande negozio del web

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Come ottenere i codici sconto Amazon

Anche se si tratta di codici sconto estremamente vantaggiosi pochi sanno della loro esistenza e dell’esistenza di siti come Sconti e Buoni. Il codice sconto che trovi sulla nostra pagina permette di accedere a promozioni esclusive. Basta prelevare e applicare il codice per ridurre il prezzo finale del carrello e ottenere un bonus. Per usare i codici sconto Amazon si possono seguire alcuni semplici passi:

  • scegliere il codice sconto più adatto alle proprie esigenze;
  • premere sul pulsante giallo, copiare il codice e andare sul sito web Amazon;
  • premere aggiungi al carrello e poi procedere con l’ordine.

A questo punto l’importo del carrello si aggiornerà in modo automatico e qualora così non fosse ti invitiamo a verificare la validità della promozione e le eventuali limitazioni proposte dal negoziante. Non tutti i codici sconto Amazon sono validi per tutti i prodotti e in certi casi è necessario raggiungere un importo minimo di spesa per vedersi applicare l’offerta.

Fare shopping su Amazon con i codici sconto Amazon di Sconti e Buoni è semplice, veloce e conveniente e tutti possono beneficiare della possibilità di fare shopping a piccoli prezzi. Ricorda: solo su Sconti e Buoni trovi codici Amazon sempre aggiornati e verificati per te che ami acquistare online i tuoi prodotti preferiti.

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Cassette postali: domande frequenti

La cassetta postale è un elemento che siamo soliti adoperare ogni giorno, in grado di renderci la vita molto più facile e perfettamente in grado di calarsi all’interno del contesto nel quale viene inserita, con particolare riferimento al design.

Ci sono ad ogni modo tutta una serie di domande che chi deve acquistare una nuova cassetta della posta si pone, così come quelli che ne hanno già una e desiderano sostituirla con una nuova.

Vediamo allora di seguito quello che sono alcune tra le domande frequenti che gli utenti si pongono circa le cassette postali, e cerchiamo di offrire una risposta esauriente ciascuna domanda.

A che altezza posizionare la cassetta postale?

È da premettere che la cassetta postale deve comunque essere collocata in un luogo facilmente accessibile al portalettere o corriere, e dunque non all’interno del vano scala o androne che solitamente sono delimitati da un portone o cancello. Al contrario, questa dovrebbe essere posizionata sulla pubblica via così da poter essere sempre facilmente raggiungibile,  in maniera tale da agevolare le operazioni di consegna.

In dettaglio, per quel che riguarda l’altezza della cassetta postale questa non deve essere né troppo in alto,  così da non causare problemi ad esempio ai diversamente abili, né troppo bassa così da rendere difficile il suo utilizzo. Dunque nel determinare l’altezza è sufficiente considerare che questa deve essere sufficiente a garantire un utilizzo comodo della stessa.

Cosa scrivere sulla cassetta postale?

Secondo quanto previsto dalla legge, la cassetta postale deve recare una targhetta con nome e cognome dell’intestatario di quella cassetta e dunque di chi ne fa utilizzo. Ciò al fine di rendere le operazioni di consegna della corrispondenza precise e veloci, in quanto nel caso in cui non sia possibile individuare con esattezza chi sia l’intestatario di una determinata cassetta postale, il portalettere o corriere sarà costretto a rispedire la corrispondenza al mittente.

Dunque è importante che il nome ed il cognome del destinatario siano messi bene in evidenza all’interno della targhetta, e che questi siano scritti in una maniera comprensibile, preferibilmente in stampatello.

In dettaglio è proprio il Decreto Ministeriale del 9 aprile 2001 a dissipare eventuali dubbi e a fornire le indicazioni a chi si chiede come scrivere il proprio nome sulla cassetta della posta: «Le cassette devono recare, ben visibile, l’indicazione del nome dell’intestatario e di chi ne fa uso».

Quale colore scegliere per la cassetta postale?

La scelta del colore è certamente una scelta importante, dato che questo elemento non passerà certamente inosservato  agli occhi di chiunque venga a trovarti. Oggi esistono in commercio cassette postali condominiali di ogni tipo e formato, ma soprattutto colore.

Proprio per quel che riguarda i colori diciamo che di norma i colori neutri sono quelli maggiormente adoperati: parliamo dunque del bianco, nero, grigio e marrone. Per ciascuno di questi colori esistono chiaramente diverse sfumature e tonalità, che consentono di adattare bene la cassetta postale a pareti di ogni colore.

Esistono ad ogni modo anche le cassette postali colorate che presentano tonalità pastello più vivaci e particolari che sono effettivamente in grado di aggiungere un tocco di design in più all’interno di un edificio che altrimenti risulterebbe essere eccessivamente monotono.

Esistono dunque bellissime cassette postali arancioni, gialle, rosse o verdi che sono perfette anche per uffici e attività commerciali. Insomma, non c’è che l’imbarazzo della scelta anche per quel che riguarda il colore.

Hai già pensato ad un colore in particolare ma non riesci a trovare niente in commercio che possa avvicinarsi a questa tonalità così particolare? Nessun problema, devi sapere infatti che è possibile anche realizzare bellissime cassette postali su commissione, e dunque con le caratteristiche da te richieste.

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Le lampade artistiche

Una delle nuove tendenze in fatto di arredamento e design è quella di scegliere delle splendide lampade artistiche per la propria casa. Parliamo quindi di oggetti di vero design che non hanno esclusivamente la funzione di fornire illuminazione ma che al contrario hanno un compito molto più artistico e creativo rispetto alle lampade tradizionali.

Questo è il motivo per il quale sono tantissime le persone che ad oggi cercano belle lampade creative che possano soddisfare le proprie necessità in fatto di arredamento e design, coniugandosi bene con gli arredi già presenti.

Complementi o opere d’arte?

Parliamo infatti di vere e proprie opere d’arte realizzate artigianalmente da chi è perfettamente in grado di coniugare arte e creatività, manualità e funzionalità, per dare vita a delle lampade che vengono immediatamente notate da chi le osserva, e dunque parliamo di complementi in grado di catturare l’attenzione.

Dietro ogni forma d’arte infatti, e questo chiaramente vale anche per le lampade artistiche, vi sono le sensazioni del momento dell’artista o artigiano che le ha create e tutta la sua espressività racchiusa nei materiali sapientemente lavorati. Ogni oggetto racchiude infatti una storia e la racconta a chi sa leggerla.

Sul sito di Bau Design puoi farti un’idea su quelle che sono le lampade artistiche più particolari e ricercate del momento, quelle che maggiormente possono rappresentare un valore per te e arricchire la tua zona living, così come le camere da letto o la cucina.

Dipende da te infatti individuare il punto in casa in cui posizionare la tua nuova lampada artistica, con la certezza che questa sarà in grado di valorizzare non solo il posto in cui deciderai di collocarla ma anche tutti gli arredi e i complementi attorno a sé.

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Nuovo condizionatore: quale scegliere?

Sicuramente, nelle calde giornate d’estate un buon climatizzatore è ciò di cui abbiamo bisogno per trovare ristoro con un po’ di aria fresca all’interno delle mura domestiche.

Dopo aver individuato quali sono le stanze o la stanza in cui è prioritario installare un condizionatore d’aria, bisogna capire quali tipologie ne esistano al momento sul mercato e come poterle sfruttare a nostro vantaggio.

La dimensione del locale da rinfrescare

La prima cosa che dobbiamo considerare è la metratura del locale in cui installare il condizionatore, perché da questo dipende la potenza minima necessaria dell’apparecchio che andremo ad acquistare.

Dobbiamo per questo considerare il BTU, che è l’unità di misura adoperata per misurare la potenza di un condizionatore. Mediamente, per un ambiente che va dai 30 ai 45 metri quadrati, è sufficiente un condizionatore d’aria di potenza tra i 10000 e I 12000 BTU.

Tipi di condizionatori esistenti

Ad oggi sul mercato esistono i condizionatori portatili, i quali aspirano l’aria calda dalla stanza e la gettano fuori per mezzo di un tubo. Questi hanno il difetto di consumare parecchia energia e di essere particolarmente rumorosi.

Ci sono poi i condizionatori fissi, i quali hanno una unità esterna collegata all’unità interna fissata a parete. I più moderni, tra questi sicuramente condizionatori Daikin, sono forniti di sistema inverter grazie al quale è possibile mantenere costante la temperatura abbattendo i consumi energetici.

Esistono poi i multi split, ovvero quelli che prevedono una unità esterna collegata a 2 elementi interni: qui Il vantaggio è che è possibile rinfrescare due differenti ambienti con un solo compressore.

L’importanza di usare bene il climatizzatore

Per un utilizzo consapevole del tuo nuovo climatizzatore, ricordati impostare la temperatura a circa 25 gradi centigradi, per contenere i costi e raggiungere questa gradevole temperatura che ti darà la possibilità di vivere in un ambiente particolarmente confortevole.

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La necessità di custodire adeguatamente il badge aziendale

Sono davvero numerose le aziende che richiedono ai propri dipendenti di timbrare il cartellino prima di entrare nei locali dove viene svolta l’attività lavorativa. Oggi, nella maggior parte dei casi, questo cartellino non è più tipicamente di carta ma si tratta di badge  magnetici che vengono tirati fuori dal portafogli nel momento in cui servono e avvicinati all’apposito lettore.

L’usura per sfregamento all’interno del portafogli

Tra i problemi che i lavoratori riscontrano maggiormente nell’utilizzare questo tipo di badge, vi è lo sfregamento che avviene all’interno del portafogli e dunque all’usura della stampa sulla superficie, motivo per il quale ben presto tutto ciò che è impresso sul badge va lentamente a sbiadire e cancellarsi.

Una delle soluzioni più efficaci, e al tempo stesso estremamente semplice, per risolvere questo tipo di problema è il comodo portabadge in plastica rigida o flessibile che Cotini srl propone. Il portabadge può avere sia un orientamento verticale che orizzontale in base alle proprie necessità, e protegge il badge da qualsiasi tipo di sfregamento e usura garantendone dunque un perfetto stato molto più a lungo.

Clip o cordoncino colorato?

Questi portabadge sono dotati  di asola per il cordoncino al collo, oppure possono essere appesi al taschino della giacca mediante apposito clip in acciaio, in maniera tale da poter mostrare il proprio badge con foto e logo di riconoscimento in qualsiasi momento, se richiesto. Chi lo preferisce, può portare direttamente il badge al collo mediante appositi cordoncini disponibili in 7 differenti colori.

Sul cordoncino stesso è possibile far applicare, su richiesta, il proprio logo aziendale. Tali cordoncini sono resistenti e realizzati in nylon; contengono inoltre un clipper d’acciaio che consente di agganciare il portabadge. I colori disponibili sono arancione, turchese, giallo, nero, rosso, rosa, verde, arancione chiaro e blu, e sono acquistabili a lotti da 10 pezzi. Davvero una soluzione comoda ed elegante per custodire il proprio badge ed evitare che possa smarrirsi o danneggiarsi.

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Residence Privilege Apartments a Monza

Il Residence Privilege Apartments si trova a Vimercate, tra Monza e Milano, ed offre ogni tipo di comodità a quanti viaggiano per motivi personali o di lavoro. Gli appartamenti esclusivi a disposizione degli ospiti sono infatti dotati di ogni comfort e consentono di usufruire di un relax ancora più intenso grazie agli oltre 10 mila metri quadrati di verde che circondano la struttura. Chi desidera dedicarsi al proprio lavoro durante la permanenza inoltre, può farlo tranquillamente grazie al Wi-Fi gratuito offerto in tutti gli appartamenti, nonché alla comoda scrivania, telefono, e servizio di invio/ricezione fax a disposizione.

Se, al termine di una intensa giornata di lavoro, il desiderio dovesse essere quello di rilassarsi e liberare la mente dalle fatiche del giorno, sarà possibile concedersi una piacevole doccia con getti idromassaggio, usufruire della TV a schermo piatto, rilassarsi tra i fornelli dell’ottimo piano cottura presente, prepararsi un buon caffè grazie all’apposita macchina per caffè espresso, accendere l’aria condizionata o riscaldamento ed infine concedersi un buon sonno su di un ottimo cuscino in memory. Non manca davvero nulla dunque per dedicarsi al lavoro ma anche per rilassarsi in maniera adeguata, proprio come quando si è in casa, e rilassarsi così in uno dei più moderni ed eco-friendly hotel a Monza.

Esistono inoltre due differenti tipologie di appartamento, il Classic o l’Executive, che presentano la stessa capacità di offrire benessere e relax agli ospiti, sebbene con qualche differenza per quel che riguarda le dimensioni dell’ambiente ed il numero massimo di persone che è possibile ospitare. Per quel che riguarda i dintorni della struttura è importante sottolineare che a meno di un chilometro di distanza, è presente un quartiere che vanta diversi cinema multisala, centri commerciali, negozi ed ogni tipo di servizio. Ad un solo chilometro dalla struttura infine, vi è il centro business Energy Park.

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Acqua pura e sicura con i distributori IWM per l’ufficio

Bere dell’acqua ben bilanciata e ricca di sali minerali è importante per mantenere in perfetto stato di salute il nostro fisico e l’organismo più in generale. Diversi studi hanno anche recentemente dimostrato la stretta relazione che vi è tra una corretta idratazione e la capacità di mantenere alto il livello di concentrazione nel corso della giornata. Ecco perché, soprattutto all’interno di ambienti lavorativi di ogni tipo, è bene fare in modo che i dipendenti possano avere sempre accesso ad una fonte d’acqua così da potersi dissetare ogni qualvolta si avverta la necessità di bere. L’esigenza di garantire una corretta idratazione ai lavoratori va spesso ad incontrare delle difficoltà nel momento in cui si scopre che l’acqua dei boccioni, tipicamente utilizzati per garantire la necessaria fornitura d’acqua sui luoghi di lavoro, ha un costo al litro non indifferente e che dunque si tratta di una voce di spesa mensile piuttosto importante.

A ciò vanno aggiunte le difficoltà fisiche nello stoccare e trasportare i pesanti boccioni o il doverli mettere in funzione ogni qualvolta quello precedente si svuota del tutto. La soluzione pratica, conveniente e di qualità è oggi rappresentata dal distributore d’acqua per ufficio che IWM propone: una soluzione moderna ed efficace per la quale è possibile andare a filtrare direttamente l’acqua del rubinetto e trattarla migliorandola sia dal punto di vista della struttura che del sapore, con la possibilità di averla fredda, calda, gasata o con ghiaccio in base alle preferenze personali. Grazie al sistema ad osmosi inversa la qualità dell’acqua è dunque garantita, e trattandosi di acqua di rubinetto il costo di approvvigionamento per litro sarà ovviamente più basso rispetto quello relativo ai boccioni da ufficio. Sarà la stessa IWM ad occuparsi della manutenzione annuale del distributore così da garantire sempre il perfetto funzionamento dell’impianto, preservandolo nel tempo.

Risparmi e investimenti al tempo del Covid: meno entrate per le famiglie

Le conseguenze economiche della pandemia si sono scaricate su poco più di una famiglia su tre. Più in particolare, per il 36,8% delle famiglie italiane le entrate ordinarie si sono ridotte o azzerate. E se per il 19,6% sono ‘un poco’ diminuite per il 15,7% ‘molto’ e per l’1,5% sono state perdute. La ricerca BVA Doxa sul rapporto degli italiani con il risparmio e l’impatto della pandemia sulle scelte di investimento, mostra che, in media, i sussidi o altre forme di supporto economico hanno raggiunto il 28% del campione intervistato. In pratica, il 74% di coloro che hanno perduto entrate, con quote che salgono nelle categorie esercenti (53%), operai (48%) e giovani (44 %). Inoltre, la ricerca mostra che un italiano su due (53%) non ha accantonato un fondo di riserva per far fronte all’emergenza economica. 

Diminuiscono i risparmiatori, ma aumenta chi ha risparmiato involontariamente

Anche i comportamenti di risparmio sono stati influenzati dalla pandemia, e la ricerca evidenzia due macro-cambiamenti: la diminuzione della quota di risparmiatori (dal 55,1% al 48,6%), e la crescita di chi ha risparmiato in modo involontario per non essere riuscito a spendere durante l’anno della pandemia (+6,7%). In generale, nell’anno del Covid-19 gli investimenti finanziari si sono ridotti e sono stati messi in larga parte in standby proprio per l’incertezza. Se le obbligazioni ricevono un consenso limitato (22%) le azioni sono appannaggio di una minoranza del campione (6,1%), mentre il risparmio gestito ha l’indice di soddisfazione maggiore di tutte le classi di investimento.

Flessione dei prestiti per i mutui, ma c’è chi vorrebbe cambiare casa

Dalla ricerca emerge anche che i prestiti relativi ai mutui per le case, richiesti dall’1,1% del campione, hanno seguito la flessione nel 2020 delle compravendite immobiliari. Ma si segnala anche il rimbalzo dei mutui rinegoziati (1,3%), e una discreta adesione alla sospensione dei mutui permessa dalle norme anti-Covid. Il 18% degli intervistati però giudica insufficiente lo spazio della propria casa, e il 2,6% avrebbe già deciso di cambiarla, mentre il 10,7% lo farebbe se si realizzassero condizioni positive per il finanziamento.

Sale il saldo tra ottimisti e pessimisti. Più fiducia nella Ue

La quota delle persone preoccupate dalla possibilità di subire una diminuzione temporanea del reddito è salita del 10%, raggiungendo il 54% complessivo. Il 63% teme invece una perdita permanente del reddito. Confrontando la rilevazione di marzo 2021 con quella di maggio 2021 il saldo ottimisti-pessimisti sulle aspettative di reddito è passato però da -16% a -2,6%, e quello sul risparmio da -34% a -24%. Di fatto, i problemi economici e finanziari del 2020 e del 2021 sarebbero stati estremamente più seri senza l’intervento dell’Ue. Il saldo tra la quota di chi ha fiducia nell’Europa rispetto a chi non ce l’ha sale infatti al 46%. Un progresso notevole rispetto al 2020, quando il saldo era pari al 26%.

Otto chiamate degli operatori su 10 sono indesiderate dagli utenti

Otto chiamate su 10 vengono considerate indesiderate dagli utenti di telefonia. Si tratta di un dato riportato da tellows, la piattaforma di protezione dei consumatori. Tellows.it ha infatti analizzato le chiamate assegnate dai propri utenti agli operatori di telefonia, prendendo in esame i dati dell’ultimo anno di quasi 600 numeri telefonici attribuiti ai vari gestori (TIM, WindTre, Vodafone, Iliad e altri), per oltre 19mila valutazioni. Gli utenti che hanno valutato i numeri di telefono su tellows hanno riportato principalmente 3 motivazioni di chiamata da parte dell’operatore: il 12% delle chiamate ricevute riguarda il servizio clienti, il 5% l’assistenza tecnica e oltre l’80% sono a scopo commerciale. Tra queste ultime rientrano anche le telefonate operate da agenzie che agiscono per conto dei provider telefonici, ma anche quelle effettuate da soggetti truffaldini. Per questo motivo le chiamate a scopo commerciale sono quelle percepite in maniera più negativa dagli utenti.

L’80% delle chiamate è stata valutata con punteggio negativo

Lo studio mostra come sia molto alto il numero di chiamate indesiderate ricevute dagli italiani. L’80% delle chiamate analizzate è stata infatti riportata con un punteggio negativo, quindi da considerarsi come indesiderata. Inoltre, lo studio ha rivelato che tra i numeri segnalati con punteggio negativo, 2 su 10 sono stati classificati come truffa. Tellows ha esaminato questi numeri e ha elencato le truffe telefoniche più comuni. E di fatto, le truffe maggiormente riportate dagli utenti tellows sono la truffa degli aumenti in bolletta, la truffa sulla verifica dei dati, la truffa del sì e la truffa dei numeri a sovrapprezzo.

Le 3 truffe più comuni segnalate dagli utenti

Nel caso della truffa degli aumenti in bolletta, chi chiama si finge un dipendente della compagnia telefonica e annuncia un imminente aumento della tariffa, proponendo di cambiare contratto con la promessa di avere dei vantaggi economici, ma in realtà il prezzo pagato con il nuovo contratto sarà maggiore. Nel caso della truffa della verifica dei dati e quella del sì, il truffatore cerca di ottenere dati sensibili, oppure di registrare un sì, per poi utilizzarli e attivare un nuovo contratto.
La truffa dei numeri a sovrapprezzo invece, viene attuata mediante sms. Gli utenti ricevono un messaggio che li invita a richiamare il numero telefonico per ascoltare un messaggio in segreteria. Il numero da chiamare è però un numero a tariffazione speciale, ossia un 899 o 893. Se l’utente chiama il numero, il credito viene azzerato.

Come verificare l’affidabilità di un numero?

I consigli per difendersi dalle chiamate sospette sono diversi. Ad esempio, è molto importante non fornire all’operatore dati personali o della bolletta, a meno che non si abbia la certezza che stia chiamando da un numero ufficiale. Per verificare l’affidabilità di un numero, tellows mette a disposizione diversi strumenti, come un sito web dove è possibile leggere le valutazioni scritte dagli altri utenti e lasciare il proprio contributo.
Tramite l’app mobile tellows, invece, è anche possibile identificare e bloccare le chiamate indesiderate prima che il telefono squilli.

Lavoro: quali sono le figure più richieste per il 2022?

Non ci sono dubbi, il mercato del lavoro è decisamente cambiato negli ultimi anni, con figure oggi molto ricercate che un quinquennio fa non esistevano o erano del tutto marginali. E ora che un nuovo anno è ormai alle porte, in un’epoca di cambiamenti eccezionali e molto veloci, anche per quanto riguarda il mondo del lavoro il 2022 sarà ‘rivoluzionario’.  A partire da questi presupposti chi sta cercando un lavoro, chi desidera migliorare la propria carriera, o chi sta decidendo quale percorso di specializzazione imboccare, deve mantenersi aggiornato sui trend in evoluzione, e soprattutto, sulle figure più ricercate nel prossimo futuro.

Le professioni legate al mondo medico e al mondo farmaceutico

“Come diretta conseguenza della lunga emergenza sanitaria che stiamo vivendo tra le figure lavorative più ricercate continueranno sicuramente a esserci quelle legate al mondo medico e al mondo farmaceutico – spiega Carola Adami, fondatrice di Adami & Associati, la società internazionale di head hunting -. Penso ad esempio al Medical Advisor, nonché al Pharmaceutical Marketing Manager, e in generale, a tutte quelle figure necessarie per rendere più efficienti le strutture sanitarie italiane”. Ma tra le posizioni più ricercate ci sono poi, com’è ormai abitudine, anche diversi profili del mondo digitale.

Project Manager, Export Manager, E-commerce manager e Giurista d’impresa

“L’analisi dei dati è un’attività fondamentale per un numero sempre maggiore di imprese, ed è per questo motivo che i professionisti dell’interpretazione del dato, a partire dal Data Scientist, figurano tra le priorità in fatto di risorse umane per le più disparate realtà”, aggiunge l’head hunter. E ancora, stando alle stime di Carola Adami, sul mercato del lavoro del nuovo anno altre figure che si presenteranno ‘in grande spolvero’ saranno il Project Manager, l’Export Manager, l’E-commerce manager, nonché il Giurista d’impresa, una figura sempre più ricercata negli ultimi anni.

Per capire come si presenterà il mercato del lavoro del futuro, però, non basta guardare alle le professioni più ricercate. È infatti importante guardare anche ai trend più generali.

Un trend importante è il reskilling

“Il lavoro da remoto continuerà a essere protagonista anche nei prossimi mesi, un po’ per il perdurare dell’emergenza sanitaria e un po’ per l’adozione stabile dello smart working da parte di tante aziende piccole e grandi, che ne hanno scoperto i vantaggi a partire dal lockdown – sottolinea Adami -. Considerati i rapidi processi evolutivi che abbiano conosciuto e che conosceremo a breve, un altro trend importante è quello del reskilling, con le aziende che investono nella riqualificazione e nella formazione del proprio personale. Chi cerca lavoro, da parte sua, deve essere pronto a colmare eventuali lacune per rendere più appetibile il proprio curriculum vitae”.

Big Data Analytics, un mercato in risalita

Secondo i risultati della ricerca condotta dall’Osservatorio Big Data & Business Intelligence della School Management del Politecnico di Milano, dopo il rallentamento degli investimenti dovuto alla pandemia nel 2021 il mercato dei Big Data Analytics raggiungerà un valore stimato superiore ai 2 miliardi di euro (+13%). Si tratta di una crescita trainata soprattutto dalla componente software (+17%), e dai servizi di consulenza e personalizzazione tecnologica, mentre la spesa in risorse infrastrutturali aumenta meno della media del mercato. La ripresa coinvolge tutti i settori merceologici, con investimenti in Data Management & Analytics in aumento di oltre il 10%. Assicurazioni, manifatturiero e telco&media sono i comparti a crescita più marcata, mentre un quinto degli investimenti in soluzioni di Analytics passa da servizi in Public&Hybrid Cloud (+21%).

Nel 28% delle grandi imprese aumentano i Data Scientist 

Quasi otto grandi aziende su dieci lavora all’integrazione di dati provenienti da diverse fonti interne o esterne, e il 54% ha avviato almeno una sperimentazione in ambito Advanced Analytics. Insieme ai progetti cresce anche il fabbisogno di competenze: il numero di Data Scientist è aumentato nel 28% delle grandi imprese, ma questa crescita riguarda le aziende che già avevano investito negli scorsi anni. Di fatto, il 49% delle grandi aziende ha in organico almeno un Data Scientist e il 59% almeno un Data Engineer. Non aumenta però in modo trasversale la diffusione di figure professionali dedicate. Inoltre, nonostante i progressi dell’ultimo anno, soltanto il 27% delle realtà può definirsi un’azienda data science driven, con competenze diffuse e numerose sperimentazioni e progetti a regime in tutta l’organizzazione.

Advanced Analytics: solo il 27% è data science driven

Negli ultimi tre anni oltre la metà delle grandi imprese ha avviato almeno una sperimentazione in ambito Advanced Analytics (+8%), e circa quattro aziende su dieci hanno progetti operativi in almeno una funzione aziendale. Nella maggior parte dei casi però la diffusione è limitata ad alcune aree. Le principali difficoltà riscontrate nella fase di implementazione sono la scarsa qualità e integrazione dei dati, la parziale mancanza di competenze interne, la difficoltà di valutare i benefici del singolo progetto, e il complesso coinvolgimento dell’utente di business. Solo il 27% del campione è data science driven, il 14% è in fase sperimentale, il 28% è ai ‘primi passi’, il 16% è consapevole, e il 15%, non è interessato.

Le Pmi e gli investimenti in Analytics

Il 44% delle Pmi ha investito in Analytics o prevede di farlo entro fine anno, e un altro 44% dichiara che la pandemia ha avuto un ruolo determinante nell’acquisire maggiore consapevolezza sulla necessità di valorizzare i dati a disposizione. Rispetto al 2020, però, non si notano progressi né per le tipologie di analisi dati sviluppate né per la gestione organizzativa dell’analisi dei dati, mentre aumenta l’impegno sugli investimenti tecnologici. E se la maggior parte delle Pmi oggi svolge analisi predittive (62%) le sperimentazioni di Advanced Analytics sono presenti solo nel 14%.

Il nostro cervello? Quando camminiamo non sceglie la via più breve

Come abbiamo studiato tutti a scuola, la distanza più breve tra due punti è una linea retta. Tuttavia, quando camminiamo in una città, il percorso in linea retta potrebbe non essere possibile. Lo studio mostra che il nostro cervello non è ottimizzato per calcolare il cosiddetto “percorso più breve”. Lo ha scoperto uno studio dell’Istituto di Informatica e Telematica del CNR di Pisa in collaborazione con il MIT di Boston e il Politecnico di Torino, che ha evidenziato come i pedoni scelgano la strada senza calcolare quella più breve per raggiungere la destinazione. Lo ricerca, pubblicata su Nature Computational Science, ha utilizzato i dati sulla mobilità a piedi di 14.000 persone.
Il team di ricerca ha analizzato un set di dati di oltre 550.000 viaggi a piedi di oltre 14.000 persone a Boston e San Francisco e ha scoperto che i pedoni tendono a scegliere itinerari, chiamati “cammini direzionali”, che sembrano puntare direttamente verso la destinazione anche se alla fine questa selezione potrebbe rivelarsi più lunga del “percorso più breve”.
“Questa strategia, nota come navigazione vettoriale, è stata osservata in precedenti studi condotti su animali, dagli insetti ai primati”, spiega Paolo Santi, direttore della ricerca del Cnr-Iit. “La navigazione vettoriale viene utilizzata perché richiede meno risorse cerebrali rispetto a dover calcolare il cosiddetto percorso più breve. Questo risparmio energetico del cervello potrebbe essere il risultato dell’evoluzione, al fine di lasciare al cervello più risorse per svolgere altre attività per la sopravvivenza”.

La mente si concentra anche su altre attività

Lo studio suggerisce quindi che il nostro cervello “distribuisce” le energie tra le diverse attività informatiche. “Sembra esserci un meccanismo che alloca le risorse computazionali del cervello per altri usi. Trentamila anni fa, ad esempio, per sfuggire a un predatore e oggi per evitare una zona pericolosa a causa del traffico eccessivo», afferma Carlo Ratti, docente di tecnologie urbane al dipartimento di Studi e pianificazione urbanistica del MIT e direttore della Senseable City. Lab “La navigazione vettoriale non produce il percorso più breve, ma un percorso sufficientemente vicino a quello minimo, più facile da calcolare e quindi con un minor dispendio di energia cerebrale”.

Gli utilizzi “pratici” della scoperta

I risultati dello studio potrebbero essere utilizzati per la pianificazione urbana. “Il potenziale contenuto nei dati di viaggio dei singoli è enorme. L’aver individuato caratteristiche comportamentali uniformi in città con caratteristiche così diverse fa ben sperare nella possibilità di utilizzare questi dati per progettare al meglio le città del futuro, rendendo gli spostamenti dei cittadini più efficaci, sicuri e, perché no, piacevoli”, afferma Alessandro Rizzo, docente di automazione e robotica presso il dipartimento di elettronica e telecomunicazioni del Politecnico di Torino.

Il Cashback fa crescere i pagamenti contactless e mobile

Nonostante le parziali chiusure nel primo semestre 2021 e la riduzione dei consumi per l’emergenza sanitaria, emergono i risultati degli incentivi legati a Cashback e Super Cashback, Nella prima metà dell’anno sono stati oltre 6,1 milioni gli italiani che hanno raggiunto la soglia delle 50 transazioni, e si registra una crescita del +23% nel transato dei pagamenti digitali, per un valore totale che passa da 118 miliardi di euro nel 2020 a 145,6 miliardi. Queste alcune evidenze emerse dall’edizione semestrale dell’Osservatorio Innovative Payments della School of Management del Politecnico di Milano.

Lo scontrino medio scende di oltre l’11% in un anno

Il numero di transazioni digitali fa segnare un aumento ancor più deciso di quello del transato, passando dai 2,3 miliardi del 2020 ai 3,2 del primo semestre 2021, con una crescita del +41%. Lo scontrino medio, soprattutto grazie agli incentivi del Cashback, scende di oltre l’11% in un anno, con un calo netto di circa 6 euro (da 51,7 a 45,7 euro). I numeri del Cashback nella prima metà dell’anno dimostrano una discreta adesione, di poco inferiore ai 9 milioni di cittadini, circa il 18% della popolazione maggiorenne, ma una più che apprezzabile penetrazione all’interno di chi ha preso parte all’iniziativa: sono stati infatti oltre 6,1 milioni gli italiani che hanno raggiunto la soglia delle 50 transazioni, per un rimborso massimo di 150 euro.

Si affermano le modalità di pagamento più innovative

A fronte di una crescita del +6,5% dei pagamenti con carta ‘a inserimento fisico’ nel Pos, che passano da 85,3 miliardi a 90,9 miliardi di euro, sono le modalità di pagamento più innovative a fare segnare i trend di crescita più interessanti. Il contactless cresce infatti del +66% nel primo semestre del 2021, rispetto allo stesso semestre del 2020, passando da 31,4 a 52,1 miliardi di euro di transato. Questa modalità̀ si conferma la preferita per i pagamenti in negozio: ne sono un chiaro segnale il numero di transazioni in forte rialzo (1,36 miliardi di operazioni, +79%) e lo scontrino medio che si sta gradualmente abbassando (oggi è di 41 euro, -1,4% rispetto allo scorso anno).

Sotto ai 50 euro non va inserito il PIN

Le modalità di pagamento in negozio ‘senza contatto’ vengono preferite sempre di più̀, anche per la maggiore igiene e sicurezza. Sotto ai 50 euro, la nuova soglia che si sta adottando a livello europeo, infatti, non va inserito il PIN e si possono evitare del tutto i contatti al momento del pagamento in cassa. Inoltre, crescono anche tutte le componenti dei pagamenti da Mobile e da Wearable: i pagamenti contactless NFC tramite smartphone e dispositivi indossabili, oltre che i pagamenti da app in negozio, crescono del +108% e raggiungono quota 2,7 miliardi di euro, rispetto ai soli 1,3 di un anno fa.

Stangata bollette: “solo” +29,8% luce e +14,4% gas con intervento Governo

La dinamica dei prezzi delle materie prime corre verso i massimi storici. Una dinamica ancora in forte crescita sia per la ripresa delle economie dopo i ribassi dovuti alla pandemia e le difficoltà nelle filiere di approvvigionamento, sia per le alte quotazioni dei permessi di emissione di CO2. Tutto ciò avrebbe portato a un aumento superiore al 45% per la bolletta dell’energia elettrica e di oltre il 30% per quella del gas. L’Autorità per Energia Reti e Ambiente (Arera) però è intervenuta annullando transitoriamente gli oneri generali di sistema in bolletta, e potenziando il bonus sociale alle famiglie in difficoltà. Con l’intervento dell’autorità l’aumento per la bolletta della luce si è fermato al +29,8% quello per il gas al +14,4%.

Attutire l’impatto su 29 milioni di famiglie e 6 milioni di microimprese

Insomma, il decreto di urgenza del Governo, che ha stanziato le risorse necessarie, ha consentito di attutire l’impatto su 29 milioni di famiglie italiane e 6 milioni di microimprese. Per loro la stangata sarà un po’ meno forte. Applicando ai numeri di oggi le misure varate dall’Esecutivo, valide per il prossimo trimestre, l’aumento per la famiglia tipo in tutela sarà infatti ridotto a quasi il 30% (+29,8%, rispetto a oltre il 45% in più) per la bolletta dell’elettricità e dimezzato per quella del gas (+14,4% rispetto a oltre il 30% in più), grazie anche alla riduzione dell’Iva contenuta nel decreto.

Per i nuclei aventi diritto ai bonus elettricità e gas incrementi azzerati

Per oltre 3 milioni di nuclei familiari aventi diritto ai bonus di sconto per l’elettricità, e per i 2,5 milioni che fruiscono del bonus gas in base all’ISEE, gli incrementi tariffari sono stati sostanzialmente azzerati dal decreto, riporta Italpress.
“Siamo in presenza di un ulteriore incremento del costo delle materie prime, più ampio ed imprevedibile del precedente – ha commentato il presidente dell’Arera, Stefano Besseghini -. L’intervento del governo, cui abbiamo fornito il necessario supporto tecnico, ammorbidisce gli effetti in una fase delicata della ripresa per proteggere i consumatori più fragili”.

“Sfruttare tutte le opportunità per una riduzione strutturale dei costi energetici”

“Accanto all’attenzione alle famiglie in più grave difficoltà, è ormai evidente l’ampia percentuale di famiglie e imprese, che pur essendo ‘nella media’, fatica a sopportare la quotidianità – ha aggiunto Stefano Besseghini -. È a maggior ragione necessario un continuo lavoro per sfruttare tutte le opportunità per una riduzione strutturale dei costi energetici”.

Moda, con le sfilate in presenza cresce anche l’export

Dal 21 al 27 settembre si è tenuta la Milano Fashion Week, ancora in versione phygital, ma con gli eventi in presenza che tornano a superare gli appuntamenti digitali. Le aspettative sul sistema moda, da sempre traino del Made in Italy, sono confermate dalla crescita dell’export, mentre resta ancora di segno negativo la variazione del numero delle imprese attive nel settore. Anche se l’effetto Covid pesa ancora sui numeri delle imprese attive nel settore a Milano Monza Brianza Lodi (-2,9 % in un anno), le prime conferme positive arrivano proprio dall’export: a giugno si registra in un anno +38,8%, dato che fa recuperare anche rispetto al 2019. Il volume delle esportazioni del settore con un +1,1% torna quindi di segno positivo. Si tratta di una sintesi dei dati elaborati sul settore dall’Ufficio Studi della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi.

Le imprese e il valore economico del settore fashion

Tra Milano Monza Brianza e Lodi il settore moda comprende circa 12.500 imprese attive, e in termini di posti di lavoro conta oltre 82.000 addetti. Per la sola Milano si tratta di 10.410 imprese per oltre 73.600 addetti, che rappresentano il 3,4% sia sul totale delle attività economiche sia sugli occupati. Tra i settori, il 40% del totale del comparto di Milano, Monza Brianza e Lodi è rappresentato da imprese manifatturiere (circa 5.000 imprese attive), a cui si aggiungono 7.500 attività del commercio al dettaglio e all’ingrosso. Rispetto al medesimo periodo dello scorso anno, si registra una variazione nel numero delle imprese attive del -2,9%, dato comunque in recupero rispetto al -3,7% rilevato nel confronto giugno 2020/giugno 2019.

Segnali di recupero rispetto al 2020

Per la filiera che, solo nel territorio di Milano Monza Brianza Lodi nel 2019 produceva più di 22 miliardi di euro di fatturato, l’ultima analisi congiunturale regionale, relativa al II trimestre 2021, mostra segnali di recupero rispetto al 2020, anche se rispetto al periodo pre-Covid restano di segno negativo le variazioni di produzione e fatturato per quasi tutti i settori. Rispetto al 2019 le industrie tessili lombarde registrano -8,2% per produzione e -5,9% per fatturato,  -8,1% e -12,8% le variazioni delle imprese manifatturiere attive nella fabbricazione di articoli in pelle. In recupero invece il fatturato per la confezione di articoli di abbigliamento, con un +5,5% anche se la produzione fa segnare -7,4%.

Il valore dell’interscambio commerciale

Nei primi sei mesi del 2021 l’export per i territori di Milano Monza Brianza Lodi vale più di 4 miliardi di euro, di cui 2 miliardi hanno origine dalle esportazioni di articoli di abbigliamento e circa 1,5 miliardi dall’export di articoli in pelle. Si tratta di circa il 62% delle esportazioni lombarde di questi prodotti. USA, Cina, Francia, Corea del Sud e Regno Unito sono i primi Paesi di destinazione. A eccezione del mercato USA (-8,2%) il volume degli scambi evidenzia un aumento rispetto al 2019 per Cina (+14,2%), Francia (+4,8%), Corea del Sud (+10,9%), e Regno Unito (+74%).

L’indice Pmi Terziario ad agosto 2021 si stabilizza a 78 punti

L’indice Pmi servizi (Purchasing Managers Index), elaborato da Ihs Markit, il fornitore di informazioni globale, nel mese di agosto 2021 si è posizionato su 78 punti. Si tratta di un valore invariato rispetto a luglio, e che inoltre indica per il quarto mese consecutivo un incremento della produzione terziaria italiana. In Italia il settore terziario è infatti in continua e forte espansione, con un’attività nuovamente aumentata, e il tasso più alto registrato in 14 anni. L’indice Pmi è il principale indicatore economico mondiale, e si basa su indagini condotte mensilmente su un gruppo di aziende selezionate che rappresentano le economie mondiali principali e quelle in via di sviluppo. L’indice fornisce in anticipo indicazioni di ciò che sta realmente accadendo nei settori economici, monitorando i cambiamenti di variabili come produzione, nuovi ordini, livelli occupazionali e prezzi.

Forte aumento del flusso di ordini ricevuti dalle aziende italiane di servizi

Ancora una volta, i nuovi ordini sono aumentati rapidamente, con le aziende che hanno citato come cause principali le forti condizioni della domanda e la ripartenza dei viaggi internazionali, mentre le pressioni inflazionistiche sono rallentate nel corso del mese, restando tuttavia elevate.
Cardine della crescita di agosto è stato il forte aumento del flusso di ordini ricevuti dalle aziende italiane di servizi. Per la quarta volta in altrettanti mesi, anche se in rallentamento rispetto a luglio, i nuovi ordini sono infatti aumentati, indicando un rapido tasso di crescita.

Nuove assunzioni in vista di un incremento della domanda futura

La leggera riduzione del tasso di espansione dei nuovi ordini totali di agosto riflette però principalmente la generale stagnazione del livello delle commesse estere.  Allo stesso tempo, le aziende di servizi hanno continuato ad assumere personale, estendendo l’attuale sequenza di creazione occupazionale iniziata nel mese di maggio. Dai commenti raccolti, le nuove assunzioni sono state necessarie per far fronte alle maggiori necessità aziendali, ma anche in previsione di un forte incremento della domanda futura. Come conseguenza, dopo quattro mesi consecutivi di accumulo degli ordini in giacenza, il livello delle commesse inevase di agosto presso le aziende di servizi in Italia si è stabilizzato.

Il tasso di inflazione indica il valore più lento degli ultimi tre mesi

Gli ultimi dati raccolti, segnala una notizia di Askanews, hanno anche indicato un rallentamento delle pressioni inflazionistiche del settore italiano dei servizi. Il carico dei costi è continuato ad aumentare, seguendo una tendenza mensile iniziata già a giugno 2020. E il tasso di inflazione, anche se continua a essere rapido, ha indicato il valore più lento degli ultimi tre mesi.